Birra e sportbusiness, un esempio che arriva dall’Est

Ultimamente sono stato all’estero e ho notato come il marketing sportivo sia spesso utilizzato meglio dalle società sportive e dalle federazioni rispetto al mercato italiano. Specie nel merchandising che in Italia è al palo in tutti gli sport ed il rugby non fa eccezione.

ferencvaros

Per farvi un esempio, sono tornato da poco da Budapest e lì ho scoperto che una società sportiva molto importante, Fradi Budapest, ha sviluppato un merchandising davvero impressionante. Ha analizzato il proprio target di tifosi scoprendo con cosa fanno colazione e cosa preferiscono come merendine ed ora nel suo shop e allo stadio, vende confezioni personalizzate di muesli e patatine con colori e marchio Fradi, cioè con il nome della squadra. Quante società in Italia fanno ricerche di mercato sui propri tifosi? Quanti li studiano, fanno loro domande per capirne i gusti e magari cercare aziende con cui collaborare in questo senso cercando di far incontrare l’azienda con il tifoso?

Fradi Budapest non si è però accontentata, ha fatto un’operazione ulteriore. Sapendo che gli ultras sono la parte più calda e legata della tifoseria e sapendo che consumano molta birra ha creato la birra brandizzata. Ecco, la birra, sappiamo bene che nel rugby è molto apprezzata e non penso a squadre sportive ma alla nostra Nazionale di rugby per una operazione simile. Sarebbe interessante, visti volumi consumati durante il 6 Nazioni, che la F.I.R. richiedesse allo sponsor una confezione speciale per le sue birre. Ottimale sarebbe che si creasse un merchandising in cui anche la birra Peroni “special edition” possa essere parte del memorabilia. Una lattina speciale, legata ad un evento così emotivamente importante per chi è allo stadio, non viene gettata nel cestino, spesso viene portata a casa come ricordo. Un cimelio che farà pubblicità al mastro birraio per molto tempo in molte case, italiane certo e forse anche di stranieri venuti a vedere la partita a Roma. Una possibile entrata in più in royalties per la Federazione da poter spendere nello sviluppo del rugby.

Non è nulla di nuovo, se ci pensate la Coca Cola fa lo stesso ad ogni evento sportivo a cui partecipa come sponsor, presto vedrete le lattine degli europei di calcio francesi sugli scaffali e poi quelli delle olimpiadi brasiliane. Una prassi già affermata che basta imitare bene.

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Andrea Annunziata
Nato a Torino nel 1979, aureato in
Economia Aziendale alla Facoltà di Economia “Einaudi” di
Torino con una tesi intitolata “Come lo sport promuove il
territorio”, diventata poi e-book. Dal 2006 è titolare dello studio "Sporthink" che si occupa di marketing,comunicazione e ricerca fondi per il mondo dello sport.
Dal 2011 è docente presso la Scuola Regionale dello Sport presso C.O.N.I. Lombardia.
Scrive numerosi articoli di sport-marketing e comunicazione ed è editore di "Sport di Blog"