Brexit ovale, e se gli inglesi diventassero davvero extracomunitari…?!

U.K. vs EuropeBrexit. Un termine che in questi giorni abbiamo sentito usare innumerevoli volte, forse anche troppo. In questo caso però, ci serve per analizzare quanto di importante, ed inaspettato sta per succedere al rugby europeo.

Rugby, infatti, è una citta inglese ed il nostro sport è probabilmente il gioco inglese più diffuso al mondo . Questo implica che le sedi delle maggiori organizzazioni sportive europee che parlino e organizzino rugby abbiano sede in quel Regno Unito che si è staccato dall’Europa. Da ciò si comprende che la valuta usata per i premi ( compresi quelli del Sei Nazioni), siano calcolate in Sterline. La moneta britannica ha però perso valore e questo significa che i premi in denaro e le ripartizioni per società e federazioni da qui a due anni saranno meno ricche o richiederanno più denaro agli sponsor. Altra ipotesi è quella di calcolare tutto in Euro, ma come giustificare questo quando, per esempio nel Sei Nazioni, solo alcune squadre (Irlanda, Italia e Francia) non siano in area Sterlina? Come sarà possibile quando la maggior parte degli sponsor è britannico? La probabile recessione economica inglese permetterà agli sponsor di continuare la promozione attraverso il rugby? I possibili movimenti politici di secessione di Scozia ed Irlanda del Nord non cambierebbero molto la sostanza. Nello sport le federazioni sono divise in modo regionale tra Galles, Scozia, Inghilterra e Nord Irlanda. Quest’ultima con la possibile, incredibile riunificazione con l’Eire potrebbe portare ad un ulteriore bacino di giovani per tutti gli sport, rugby compreso.

I giocatori poi avranno i maggiori problemi, la Celtic League vedrà le squadre munirsi di visti per poter effettuare varie partite. Le leghe britanniche dovranno fare a meno di giocatori fuori dai confini dell’UK, diventando un bacino di crescita per i giovani locali. Le squadre europee dovranno considerare come extracomunitari i giocatori britannici che, pagati in Euro, saranno lieti di venire a giocare sul Vecchio Continente.

Anche il rugby quindi, si prepara a vivere un momento di possibili grandi cambiamenti. Saranno anni turbolenti, in cui il confronto Top 14 vs Premiership si farà ancor più combattuto e, se dal momento quelli avvantaggiati potrebbero essere i club transalpini, non potrebbero mancare inaspettate opportunità di crescita. Tutto questo con una Pro12 nel mezzo e, forse, a doppia velocità.

L’argomento nel frattempo fa discutere e non è da poco, perché potrebbe rivoluzionare letteralmente il mondo dello sport britannico… gli analisti sono infatti scatenati e non mancano gli spunti d’interesse, come ad esempio il fatto che sia un problema più da Rugby Union, che da Rugby League

http://www.yorkshireeveningpost.co.uk/sport/rugby-league/leeds-rhinos/leeds-rhinos-rugby-league-will-be-okay-despite-brexit-hetherington-1-7982549

http://www.rugbyworld.com/news/brexit-mean-rugby-56194

http://www.bbc.com/sport/football/36620201

http://www.skysports.com/more-sports/news/12123/10315725/brexit-could-stifle-rugby-and-cricket-imports-to-britain

http://www.telegraph.co.uk/sport/2016/06/24/what-will-brexit-mean-for-each-individual-uk-sport/rugby-union/

http://www.punditarena.com/rugby/adrumm/rugby-players-react-horror-news-bexit/

http://www.walesonline.co.uk/sport/rugby/rugby-news/wales-rugby-star-jamie-roberts-11519252

http://www.independent.ie/business/brexit/from-passport-controls-to-the-rugby-world-cup-what-would-brexit-mean-for-ireland-34818655.html

http://www.rugby.it/forum/viewtopic.php?f=8&p=788712

http://www.onrugby.it/2016/06/24/brexit-sport-e-rugby-cosa-cambia-o-meglio-potrebbe-cambiare-dopo-il-voto/

http://video.sky.it/sport/altri-sport/dal_rugby_al_golf_le_conseguenze_di_brexit_sullo_sport/v290465.vid

 

Andrea Annunziata on sabtwitterAndrea Annunziata on sabpinterestAndrea Annunziata on sablinkedinAndrea Annunziata on sabfacebookAndrea Annunziata on sabemail
Andrea Annunziata
Nato a Torino nel 1979, aureato in
Economia Aziendale alla Facoltà di Economia “Einaudi” di
Torino con una tesi intitolata “Come lo sport promuove il
territorio”, diventata poi e-book. Dal 2006 è titolare dello studio "Sporthink" che si occupa di marketing,comunicazione e ricerca fondi per il mondo dello sport.
Dal 2011 è docente presso la Scuola Regionale dello Sport presso C.O.N.I. Lombardia.
Scrive numerosi articoli di sport-marketing e comunicazione ed è editore di "Sport di Blog"