LA RICETTA SEMPLICE DI BOB DWYER a Il Resto del Carlino, Rovigo

bob-dwayer-rugby-workshops.jpgBob Dwyer ospite graditissimo ieri nella redazione del Carlino di Rovigo ha rilasciato questa intervista pubblicata oggi:

Intervista esclusiva ali australiano che fece trionfare la sua Nazionale nel campionato del mondo del 1991. La sua strategia è: «Miglior uso della palla e del campo. Il Sud Africa sta facendo davvero bene». Il rugby per me è una passione, non un obiettivo. In Italia non sento mai dire ‘come possiamo migliorare?’ Spererei in un modo di giocare più intelligente».

Tra i suoi piatti preferiti c’è la cotoletta alla milanese e nella sua fattoria in Australia, dove alleva bovini, coltiva la passione per il giardinaggio. Questo è il rude uomo del rugby australiano, capace di vincere una campionato del mondo, che non a caso si è meritato l’appellativo di ‘Barb Dwyer’ -filo spinato. Perché questo nomignolo? «Il filo spinato può fare male ed un giornalista aveva scritto cose non vere e si è fatto male». Cosa rappresenta li rugby per lei? «Una passione, non un obiettivo. Il modo in cui si è evoluta la mia storia con la palla ovale, non è stata voluta, ma semplicemente è accaduto. Più si alzava il livello e più aumentava la passione». Dai 91, anno della vittoria mondiale, ad oggi, cosa è cambiato nel rugby? «Il nostro sport è diventato professionistico e con la coppa del mondo c’è stata una crescita fenomenale del rugby. Per tutte le nazioni il balzo in avanti è stato stupefacente. Nel ’91 chi avrebbe mai detto che alle fasi finali sarebbero arrivate anche Russia e Georgia». In Nuova Zelanda essere primi nei rugby è molto qualificante, mentre In Australia? «Per l’australiano medio non è così importante, a noi interessa molto che il successo avvenga a livello di tutti gli sport del Paese. Nel 91 non avevamo colto l’importanza della vittoria. Il giorno dopo il nostro Presidente ci ha proposto una parata. Avevamo paura che potesse essere un fiasco, invece fu un bagno di folla. Quell’anno il numero dei praticanti aumentò del 40%». Cosa conosce dei rugby Italiano? «Sono stato nel vostro Paese molte volte, seguo la Nazionale ed il campionato. In Italia ho sempre sentito dire ‘perché non riusciamo a migliorare?’, ma mai ‘come possiamo migliorare?’. Nel 76 noi fummo battuti a Sidney da Tonga e ci siamo subito chiesti cosa avremmo potuto fare. Dal Galles arrivò un grosso aiuto tecnico che ci permise di ripartite». Cosa vorrebbe ancora dai rugby? «Non so cosa aspettarmi ma so quello che vorrei avvenisse. Spererei in un modo di giocare più intelligente, come ha dimostrato di saper fare il Sud Africa. O come sta cercando di fare la Nuova Zelanda. Intendo un miglior uso della palla e del campo». Pochi concetti, ben chiari, ecco la ricetta di Bob Dwyer, Campione del Mondo, allevatore di bovini e profondo conoscitore di uomini.

Con lui i ‘canguri’ vinsero i mondiali UN NOME che non ha bisogno di grosse presentazioni. Stiamo parlando di Bob Dwyer, il 60enne allenatore australiano di rugby, che ha condotto la nazionale dei canguri alla vittoria del campionato del mondo di rugby nel 1991. Cresciuto nella Sydney Boys High School, è stato consacrato allenatore di livello internazionale guidando per ben quattro volte al titolo Randwick. Il passo sulla panchina dell’Australia è stato breve, dove è rimasto dall’88 al ’96. Conclusa l’esperienza con la nazionale Dwyer si è spostato in Europa, per condurre i Leicester Tigers e successivamente il Bristol, portandolo dalla National Division al 6°posto in Premiership. Tornato in Australia si è dedicato per tre anni ai Waratahs nel Super 12. Da allora gestisce la sua attività di consulenze tecniche. Attualmente si trova in Italia per incontri tecnici con alcune società, grazie alla collaborazione con Piazza Rugby. Il passaggio a Rovigo è stato programmato come tappa obbligatoria, nella città che ha ancora la capacità di interpretare il rugby con il giusto spirito.

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P.R.
La passione per il rugby ha portato 10 anni fa all’ideazione di un portale Internet interattivo che potesse affermarsi come punto d’incontro privilegiato tra società di rugby, sponsor e giocatori. Nacque così www.piazzarugby.it, la piazza virtuale del rugby business in Italia. Fondatore e titolare di PiazzaRugby è Marco Martello, mandatario FIR abilitato a trattare e gestire i rapporti con società affiliate alla FIR ed all’IRB in nome e per conto di giocatori e tecnici. Con lui collaborano legali, esperti di comunicazione, tecnici e professionisti di comprovata esperienza.